Studiare a Chioggia

Caro Studente,

un nuovo anno scolastico prende avvio ed una nuova opportunità, una nuova sfida per fare proprio il tuo futuro ti si pone davanti.

Questa nuova sfida che quest’anno accomuna voi studenti ad una nuova amministrazione comunale che inizia il suo primo anno scolastico; è un amministrazione comunale che vi rappresenta e che vi considera avanguardia delle nostre speranze e, perché no, dei nostri e dei vostri sogni.

Una sfida che si fa grande per avere deciso di istituire la delega alle politiche educative che comprende la vecchia delega alle politiche dell’istruzione, che significa che la scuola non deve essere solo il luogo dell’apprendimento, della crescita culturale, ma deve essere anche il luogo dell’educazione, in cui si formano le donne, gli uomini e la personalità dell’oggi e del domani.

Una scuola quindi in cui sia centrale l’educazione che rende a sua volta essenziale il ruolo della famiglia, sulla quale si dovranno ispirare le politiche dell’istruzione.

Politiche dell’istruzione che il Comune di Chioggia vuole contribuire ad imperniarle sull’esigenza dell’alunno come persona, mai slegato dalla famiglia, dalla società in cui vive e dal territorio di appartenenza.

L’obiettivo, pur nelle limitatissime competenze, è di incentrare le politiche dell’istruzione non tanto sul concetto di diritto-dovere all’istruzione, ma su una scuola intesa come nascita di esperienze che siano scolastiche, ma anche professionali ed in definitiva di vita.

Una scuola che sia capace di dialogare con ciò che sta all’esterno: il territorio, la società, il mondo del lavoro e dell’impresa.

Caro studente, sfrutta al massimo, fallo per te, ciò che l’esperienza scolastica ti pone innanzi, fallo per saper interpretare fecondamente la società in cui vivi, in cui spesso materialismo ed opportunismo ti impediscono di sognare: sognare rende giovani e rende soprattutto liberi.

Caro studente, cerca di essere te stesso, non ti buttare via, non farti fagocitare e conformare da stili di vita che annullano la tua personalità e che ti disperdono tra le mille cose che gli altri vogliono da te e che tu non vuoi da loro.

Prendi delle parole di cui essere fiero, individua un eroe, un esempio per il tuo pensiero, una sfida in cui credi, potrai anche sbagliare e non avere paura di farlo, ma mantieni sempre il  tuo cuore libero, puro e sincero.

Cerca di vivere la tua gioventù, trovando il tempo di ricordare che essa ti è stata donata ed è preziosa.

Prova, anche attraverso la scuola, ad amare la tua terra, la tua città, il tuo popolo, la tua nazione, la tua famiglia, i tuoi amici: la tua vita.          

Agli studenti, ai dirigenti scolastici, ai docenti, agli operatori della scuola giunga dunque l’augurio di  un buon anno scolastico.

L’Assessore alle Politiche Educative

Nicola Boscolo Pecchie

Il Sindaco

Romano Tiozzo Pagio

 

 

 

 

 

3 risposte a Studiare a Chioggia

  1. emma scrive:

    Stupore e rabbia ho provato nell’apprendere dai titoli dei quotidiani che ancora una volta, il Ns.Paese, è stato incapace di esprimere un consiglio comunale che rappresenti in modo degno la città… A che cosa mi riferisco? Non posso accettare che l’Istituzione, che dovrebbe farsi garante di valori ed essere portarice di scelte costruttive, possa permettere il mantenimento in essere di un plesso scolastico frequentato da soli quattordici bambini, riuniti in due pluriclassi, rispettivamente di sei alunni ( 3 di prima e tre di seconda elementare) e 8 alunni ( 5 terza e tre di quarta). Non potendo scendere in disquisizioni, per mancanza di competenza, sulle risorse e lo spreco di una spesa pubblica finalizzata al mantenimento in essere di tale situaizone, voglio soffermarmi un po’ di più sull’aspetto didattico e pedagogico di tale soluzione. Ebbene, io ho frequentato la scuola elementare in una pluriclasse e ricordo chiaramente la tristezza la malinconia provata in quei giorni di scuola: desideravo più di ogni altra cosa poter frequentare la scuola in una classe di bambini numerosa, tutti della mia stessa età, ponendomi con loro in una condizione di confronto alla pari in termini di comunicazione. E vorrei dimenticare i senso di disagio vissuto nel passaggio alla scuola media, catapultata in un mondo di cui non mi sentivo assolutamnete parte. Ad oggi, nel 2008, c’è ancora chi permette tutto questo?Ma come possono i genitori sostenre con coscienza e responsabiltà che una soluzione di questo genere possa essere il bene per propri figli? Come l’Ente può farsi garante di un sistema scolastico che punti all’educazione e alla formazione, in senso ampio e completo, dei giovani? Forse è il caso che più di qualcuno inizi a pensare un po’ meno a sè stesso e un po’ di più alle conseguenze e responsabilità che dette scelte comportano. Non credo, che come cittadini, ci si possa sentire rappresentati a livello istituzionale da soggetti che mancano di un livello socio culturale adeguato a comprendere il senso delle cose e non limtato e/o finalizzato a una mera strumentalizzazione politica o alla difesa di meri interessi personali. Nell’oggettività dei fatti si doveva votare a favore della chiusura di quel plesso. Ripensateci.

  2. kronakus scrive:

    Mi scusi, ma nel fare la lista degli assessorati non avrebbe fatto prima ad andare per esclusione??

  3. cristian boscolo scrive:

    Il problema non e’ la chiusura o meno di un plesso scolastico. I problemi ci sono e vanno sistemati, questo e’ innegabile.
    La vera disgrazia e’ che questi signori qua stanno sfasciando tutto il sistema scolastico italiano.

    Mia figlia ha quattro maestre e ne siamo contentissimi. La pluralita’ non gli ha arrecato nessun danno psicologico a differenza della signora Emma. Anzi, ogni maestra contribuisce ad arricchire le conoscenze di nostra figlia per la parte di propria competenza in maniera straordinaria. Inglese, informatica, bambini stranieri, sono tutte situazioni che ai nostri anni non c’erano.

    La scuola elementare funziona benissimo cosi’ com’è. Il fatto è che questo governo, come i precedenti, va avanti a spot. Prima taglia l’ICI e poi si riprende i soldi sulla scuola a nostro danno e dei nostri figli. Perche’ non eliminano un po’ di portaborse o di auto blu. Perche’ non si diminuiscono i loro di stipendi.

    Demagogia ? Forse. Intanto cercano giocare sul sentimentalismo del maestro unico o del grembiulino nero. Ridicoli.

    Ma avete letto il decreto Gelmini (la nostra ministra che per laurearsi e’ andata a prendere la laurea facile al sud). Bene, l’orario del maestro unico sara’ di 24 ore quindi addio al tempo pieno a meno che non sia l’istituto a pagare le ore in piu’. Secondo voi come andra’ a finire ?

    Buon anno scolastico a tutti.
    Tutto il resto sono spot elettorali. Pura propaganda politica

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